Come allattare nel modo giusto: guarda il video

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Cosa posso mangiare e cosa devo evitare quando allatto?

Ti hanno detto che ci sono cibi da preferire e altri da evitare in allattamento?

Stai facendo una tristissima dieta monotematica per paura di spiacevoli effetti collaterali sul tuo latte o sul pupo?

Vediamo di fare chiarezza su un tema sempre in cima alle richieste che mi arrivano dalle mamme.

L’alimentazione è molto importante per una neomamma, naturalmente, ma né più né meno di quello che doveva essere già in gravidanza, e che in realtà dovrebbe  essere per tutta la nostra vita. Alimentarsi bene è uno dei fattori primari di salute, oltre che una necessità e un piacere quotidiano.

Quindi non c’è alcuna attenzione particolare da usare, né una speciale enfasi per il fatto che stai allattando.
L’elenco dei cibi vietati si riduce a una sola voce, l’alcool, per il quale servono effettivamente accortezze particolari.

Ma come? – sento spesso a questo punto la domanda sorpresa da parte di tante mamme -  Non devo evitare gli alimenti che fanno il latte cattivo o amaro? E quelli che fanno aria nel pancino del bambino?

Lo so, ancora oggi potresti aver ricevuto un elenco di cibi da evitare, o minacce di conseguenze letali per il tuo bambino se incautamente mangi un ingrediente “dannoso”.  Come dico sempre (vedi l’immagine allegata :) ), più cibi ti vietano, meno sanno di allattamento .

Niente di vero quindi in questi miti duri a morire… e ora ti spiego perché. Read more »

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Perché il mio bambino vuole addormentarsi solo al seno? Gli sto dando delle cattive abitudini?

L’immaginario collettivo dell’addormentamento di un neonato o bambino molto piccolo, rinforzato dai media e dalle pressioni di amici e parenti, in genere ci mostra la scenetta di un lattante amorevolmente poggiato in una culla con un pupazzetto tra le braccine, salutato con un bacio, magari con una ninna nanna in sottofondo, poi tu spegni la luce e il gioco è fatto: il pupo scivolerà serenamente nel sonno e tu finalmente potrai goderti la serata con tuo marito o come meglio preferisci.

 

Poi arriva tuo figlio. Quello vero, in carne ed ossa…

Quello che scopri con lui/lei in genere è totalmente diverso: scopri per esempio che il piccolo senza di te e senza il seno in bocca non si capisce come accidenti diversamente si “spenga”!

Quando sono diventata mamma, ormai più di 25 anni fa, anche io pensavo che fosse normale che i bambini si addormentassero da soli, e se ciò non accadeva era colpa del genitore che aveva dato delle cattive abitudini al bambino.

Ma mio figlio sembrava non conoscesse il “manuale” e non ne voleva sapere di addormentarsi senza il seno. Inoltre dare il seno era anche per me la soluzione più rapida, riposante, efficace.

Però la domanda restava: e se stessi sbagliando? E se lo sto facendo solo per la mia comodità e poi sarà un danno per lui?

 

L’esperienza accumulata nei mesi e anni successivi con lui e suo fratello, e nel frattempo gli studi che ho intrapreso per diventare IBCLC, mi hanno fatto scoprire un mondo e cambiare totalmente prospettiva. Read more »

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“La psicologia” è contraria ad allattare a richiesta, dopo l’anno, tenere in braccio, ecc? Storia di Emilia, psicologa e mamma: quando la realtà si scontra con le teorie.

Oggigiorno allattare oltre i primi mesi (se non settimane!) e accudire con contatto, sembrano per buona parte della popolazione retaggi di una cultura retrograda, e ci sono molte frange anche scientifiche che sostengono che i bambini debbano essere allattati ad orario (altrimenti non digeriscono bene, o si abituano a mangiare in continuazione, ecc), tenuti poco in braccio altrimenti si viziano, abituati a piangere e autoconsolarsi altrimenti non saranno in grado di “sopportare le frustrazioni” da grandi, e altre idee su questa linea.
Dato che spesso chi sostiene queste idee è un medico o uno psicologo, il genitore che cerca di fare del suo meglio per il figlio, si trova confuso davanti alle richieste del neonato che invece si calma solo al seno o in braccio, poppa in modo irregolare e sicuramente molto più spesso delle proposte 3 ore e mezza, e reagisce come se ci fossero gli spilli sotto al materassino appena viene poggiato in culla o carrozzina.

Ma dove sta la verità? Chi ha ragione? Cosa dice davvero la Scienza?

Oggi ospito la testimonianza di Emilia, mamma da 4 anni, e psicologa-psicoterapeuta, che ci racconta come anche per lei il diventare mamma ha aperto questi interrogativi, finché non ha capito…

 

“Ho avuto la mia prima figlia nel 2014. Essendo una psicologa e avendo quindi un certo background culturale sulla crescita dei bambini, avevo già in mente alcune cose su come intendevo crescerla, quali metodi adottare riguardo. Ad esempio. ero fermamente d’accordo con tanti miei colleghi sulla condivisione della stanza da letto e sull’allattamento: entro pochi mesi da sola nella sua cameretta e allattamento fino al quinto /sesto mese poi era necessario concludere.

Ero certa che bisognasse attendere un po’ di tempo prima di rispondere al suo pianto: “questo lo dicono anche i miei colleghi psicologi” pensavo dentro di me. Ma non avevo fatto i conti con la realtà, con la relazione vera che si instaura con un figlio e con i ritmi e le dinamiche familiari che si stravolgono parecchio, se non completamente, con l’arrivo di un piccolo. E infatti immediatamente sono arrivate le prime difficoltà, i primi scontri tra ideali e realtà.

Ma soprattutto tra idee e “un sentire” più profondo, più autentico, che cercava di farsi spazio tra le mie convinzioni, manifestandosi sotto forma di un non troppo sottile disagio emotivo. Ora, a distanza di tempo, mi piace pensare che quel “sentire” sia quello che rimane in noi esseri umani dell’istinto, completamente sommerso da sovrastrutture razionali e culturali. Read more »

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Devo insistere per far mangiare il cibo solido al mio bambino?

Hai iniziato da qualche giorno o settimana lo svezzamento?
Che aspettative hai sui tempi e modi in cui andrà? Sta andando come ti aspettavi?

Se facciamo un giro sulle riviste per mamme, sui social, o sui portali web che parlano di bambini, si nota subito che lo svezzamento viene considerato un momento “delicato”, di “pazienza”, di “crisi”, se non addirittura una fase nella quale i pianti e i rifiuti del bambino, così come di pari passo la necessità di insistere, essere fermi e decisi, fino al dover obbligare il piccolo siano tutte cose comuni che quasi fanno parte integrante del processo.

Ma siamo sicuri che debba essere così?

Perché i bambini vanno “abituati” al cibo solido? Perché vanno incoraggiati – forzati – blanditi ?

Davvero dobbiamo insistere noi adulti per farli mangiare, altrimenti loro non lo farebbero mai?
Questa idea nasce dal principio che i bambini dovrebbero essere “aiutati” a raggiungere questa tappa, sennò si fermerebbero al latte a tempo indeterminato. Ma come mai abbiamo questa idea così radicata, sopratutto per lo svezzamento?

Eppure raggiungono tantissime altre tappe di sviluppo senza passaggi difficili, e senza sopratutto la necessità che tu dedichi ad “aiutarli” in tali tappe.

Vuoi degli esempi? Pensa per esempio a quando ha imparato a rotolare da solo/a sul fianco, a stare seduto da solo, ad afferrare volontariamente e con destrezza un oggetto e portarlo alla bocca… non hai dovuto “convincerlo” della necessità di girarsi da solo, o muovere le dita in un certo modo per tenere un oggetto fermo in mano.

Perché mai col cibo solido dovrebbe essere diverso? Read more »

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Il bambino riesce a respirare quando sta al seno? Devo fare qualcosa?

Una delle tante preoccupazioni di molte mamme è che il bambino possa respirare quando è al seno – o per meglio dire,  che non riesca a respirare mentre poppa.

Forse a te sembrerà una cosa da niente, ma ti assicuro che per molte mamme è veramente un pensiero fisso.

Ma davvero un bambino può restare senza aria mentre poppa? Cioè, può davvero soffocare?

Se tu sei preoccupata per questo, voglio rassicurarti con molta fermezza: è impossibile che un bambino sano non si accorga che gli manca l’aria e resti attaccato al seno in apnea!

Ti è mai successo che qualcosa ti tappasse il naso? Cosa hai fatto? Che sensazione hai provato? Vai sott’acqua quando sei al mare? L’urgenza di riempire i polmoni è impellente e non sente ragioni, e tu fai di tutto per respirare, e se proprio non puoi farlo col naso (se per esempio è totalmente tappato per un raffreddore), cosa fai? Esatto, aprirai velocemente la bocca!

I bambini non sono incapaci, ma anzi sono piuttosto estremamente competenti, e hanno gli stessi riflessi che abbiamo noi adulti. Se quindi davvero in un certo momento sono impossibilitati a prendere aria dal naso… aprono la bocca.

C’è poi un’altra considerazione da fare, e cioè che Read more »

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Allattare oltre l’anno o fino a quando?

Questa settimana ho chiesto alla mia cara amica e collega Antonella Sagone, psicologa ed IBCLC, di scrivere un articolo sull’allattamento dopo i primi mesi. Infatti c’è molta confusione su “cosa sia bene” dal punto di vista psicologico, e spesso le mamme vengono avvisate, se non minacciate, che se non staccheranno i loro bambini dal seno entro… 9 mesi, un anno, un anno e mezzo, a seconda dell’idea di chi hanno di fronte, il bambino avrà danni psicologici di vario genere. Antonella ci fa un po’ di chiarezza sull’argomento. – Martina

 

Allattare oltre l’anno o fino a quando?

di Antonella Sagone*

Anche nella nostra cultura, sta tornando a crescere il numero di madri che allattano i loro figli oltre i primi mesi, o forse semplicemente aumenta il numero di donne che non nascondono il loro allattamento di bambini che non sono più neonati, ma camminano e parlano.

Questo viene spesso visto come qualcosa di insolito, di inappropriato o di non consigliabile. Quando si è di fronte a un bambino o una bambina allattati non per mesi, ma per anni, in genere le domande che vengono poste sono due:

  • fino a quando è utile allattare?
  • fino a quando è appropriato e salutare l’allattamento?

Queste domande sottintendono l’idea che dopo un certo momento l’allattamento possa essere una pratica inutile e, forse, dannosa. A volte non si tratta di sottintesi, ma di critiche esplicite che la madre, se allatta seguendo la richiesta del bambino, deve fronteggiare.

Fino a quando allattare è necessario o addirittura indispensabile?

A questa prima domanda si può rispondere prima di tutto con una riflessione: Read more »

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Allattare oltre i primi mesi rende i bambini più fragili, insicuri o dipendenti?

 Nella prima parte di questo articolo (“Allattare oltre l’anno o fino a quando?”, che troverai qui),  la mia collega ed amica Antonella Sagone ci ha  parlato di fino a quando è utile allattare, e fino a quando è appropriato e salutare l’allattamento.

Antonella prosegue qui , parlandoci di allattamento oltre l’anno, indipendenza e attaccamento. 
Aggiungo che nella nostra pratica quotidiana come IBCLC, e anche come mamme con figli più che maggiorenni, abbiamo avuto esperienza concreta con decine e decine di bambini ormai ventenni o trentenni, e conferme inequivocabili di quanto descritto in questi articoli.  Chi frequenta un luogo gestito da Consulenti in allattamento, come Latte & Coccole, potrà vedere con i suoi occhi bambini allattati oltre l’anno e farsene un’idea :) . -  Martina 

Allattare oltre i primi mesi rende i bambini più fragili, insicuri o dipendenti?

di Antonella Sagone*
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La teoria dell’attaccamento di John Bowlby mostra che il legame fra madre e figlio si articola fra contatto e distanza autoregolandosi, e adeguandosi nel tempo ai bisogni del piccolo che cresce.
Una base affettiva sicura si realizza quando il bambino non viene forzato al distacco prima che sia pronto a gestirlo emotivamente.

Il bambino che si è adattato precocemente a “far da sé”, placando i suoi bisogni affettivi in modo autoconsolatorio, non è certo quello più autonomo e sicuro: lo è piuttosto quello che è stato accudito senza limitazioni per tutto il periodo in cui ne ha manifestato il bisogno. Read more »

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Se la mamma allatta, cosa fa il papà?

Spesso le neo-mamme mi pongono questo genere di questioni:

“Il papà, come fa ad aiutarmi se posso allattare solo io?”

“Dato che allatto, mio marito si sente poco coinvolto. Posso tirarmi il latte per far dare a lui un biberon ogni tanto?

“Il mio compagno vorrebbe potermi sostituire perché mi vede stanca, ma come può fare se allatto solo io?”

“Mio marito vorrebbe creare un rapporto intimo con i nostri figli: come può farlo se  il bambino poppa a richiesta, sta sempre con me, e non può dargli il latte anche lui?”

Spesso le persone pensano che per essere genitore in un certo modo, sia la mamma che il papà debbano fare esattamente le stesse identiche cose.
Ma se Madre Natura avesse voluto questo – due genitori identici e totalmente intercambiabili – non avrebbe dato il seno solo alle donne. Esistono molte specie di animali dove i genitori hanno le stesse competenze e ruoli (molti uccelli per esempio), ma, semplicemente, noi umani non siamo come loro.

“Che male c’è a fargli dare ogni tanto un biberon?” – mi chiedono spesso i genitori… Beh, ci sono molti motivi per cui non è opportuno far dare il biberon al papà, e in generale il biberon a un bambino allattato, ne parlerò in un prossimo articolo, ma ora vorrei focalizzarmi sul perché questo sia non necessario (se non deleterio, a mio parere), anche per il papà stesso.

Come può fare allora il papà a curarsi, anche lui, del vostro bambino? Come puoi farti dare una mano? Come fa a creare una sua relazione col figlio? Se allatti tu al seno esclusivamente a richiesta, allora lui è automaticamente escluso dalle attività quotidiane del pupo?

Naturalmente no!

Il padre ha tante altre prerogative e “doti speciali” che la mamma non ha, e la creazione del suo rapporto col figlio non passa dal fare il clone della mamma, ma dallo sviluppare il suo personale stile e attività paterne.

La vita quotidiana con un neonato o un lattante è fatta infatti di molto più delle sole poppate! Read more »

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Devo staccare il mio bambino dopo un certo numero di minuti altrimenti prende aria?

Tra le cose estremamente stravaganti che si dicono sull’allattamento (e ti assicuro che ce ne sono a decine e decine… cose che voi umani  – citando Blade Runner…), ce n’è una che stenta ad essere sradicata: il PROBLEMA del bambino che prende aria mentre poppa!

Ora, io davvero non capisco perché ci sia tutta questa enfasi sull’aria che prendono i bambini, neanche temessimo che si gonfino come degli pneumatici, o se la questione nasca esclusivamente dallo spauracchio delle coliche, che tra l’altro non hanno niente a che fare con l’aria nella pancia del pupo (leggi qui)! Con l’aria ci campiamo, e tutto il nostro corpo è permeato e funziona grazie all’ossigeno. 

Ma resta il fatto che su questo assillo dell’aria mentre poppano si gioca la serenità di molte mamme, e di conseguenza anche dei loro poveri figlioletti.

Infatti, la preoccupazione che il pupo “prenda aria” provoca svariate conseguenze:

- la mamma si preoccupa che il bambino si attacchi bene solo affinché non prenda questa famigerata aria, e non per i motivi reali, e cioè che se non è attaccato correttamente rischia dolori ai capezzoli, ragadi, ingorghi, o che il bambino non riesca a estrarre efficacemente il latte, quindi si addormenti troppo presto, mangi poco, stia sempre attaccato con poppate interminabili e poi sia sempre insoddisfatto, al controllo del peso non sia cresciuto abbastanza, ecc (ognuna di queste voci merita una analisi approfondita e per molte ci sono già articoli ad hoc, e se ti trovi in una di queste situazioni è piuttosto probabile che tu debba chiamare per farti vedere);

- la mamma si preoccupa della propria alimentazione, pensando che ciò che mangia abbia un’influenza sull’aria che ha il bambino nella pancia, facendo diete in bianco o restrittive tristissime o sbilanciate;

-  la mamma stacca il bambino a intervalli per fargli fare il ruttino, magari mentre lui sta beatamente ciucciando o sta piuttosto addormentandosi pacifico;

- la mamma pensa di dover staccare il piccolo dopo n minuti, perchè altrimenti a un certo punto non esce più latte ma aria. Read more »

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Sto iniziando lo svezzamento: devo “sostituire” una o più poppate?

Quando le mamme si approcciano allo svezzamento, una delle cose che più manda in confusione, se allattano al seno, sono i consigli e gli articoli che dicono “inizia col sostituire la poppata delle (12,00 in genere) con la pappa”.

Questa indicazione per una mamma che allatta è totalmente senza senso… ma in realtà lo è anche per chi non allatta!

Chi di voi pranza alle 12.00? In Italia sono pochi, forse ti riguarda solo se abiti in Val d’Aosta…

Ma poi se allatti, e sei arrivata a 6 mesi, è piuttosto probabile che fino ad ora hai allattato a richiesta (se hai allattato a orario, sei stata fortunata a riuscire ad arrivare a 6 mesi, e ti prego di non usare il tuo esempio con le amiche, perché saresti responsabile di un sacco di danni e allattamenti falliti,   e se non sei convinta, leggi qui o qui).

Quindi, se non hai idea di quando sarà la “prossima poppata” e in genere non ti metti a tavola alle 12,00, come farai mai a iniziare lo svezzamento?

E ti dirò un’ulteriore motivo per cui questa indicazione non ha senso, oltre a questi dettagli pratici che nella vita quotidiana di una donna dettagli non sono… e cioè, che la poppata e il cibo non sono equivalenti.

Non lo sono per molte ragioni diverse:

1. all’inizio dello svezzamento – cioè, dell’introduzione dei cibi solidi -, il bambino fa solo degli assaggi. Spesso pasticcia soltanto, o assaggia, o maneggia e manipola, e non sei certa neanche che qualcosa sia andato giù. Sì, lo so che potrebbero averti dato una ricettina con grammi e millilitri di acqua e cibo da preparare e somministrare, ma lo svezzamento vero che avviene nella maggior parte delle case non è così, e sopratutto non è così che se lo aspetta un bambino. Prima di mangiare in quantità, in genere – saggiamente – i bambini passano da una fase più o meno lunga di conoscenza ed esplorazione della novità. Il tuo latte quindi è e resta l’alimento principale, e il cibo solido, forse, il contorno o il dessert.

2. il bambino non conosce la novità. Read more »

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