Come allattare nel modo giusto: guarda il video

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Storia di una mamma e di ragadi: perchè correre ai ripari è un bene anche per il tuo bambino

Nell’articolo precedente ho ospitato il racconto di Natacha, mamma di un bel bimbo di 21 mesi, che ci ha raccontato la sua dolorosa – nel vero senso della parola – storia di avvio dell’allattamento. Nel primo articolo ti ho spiegato perchè il dolore non va mai ignorato o sottovalutato, e che non è mai normale. Oggi finiamo di leggere la storia di Natacha e come è andata a finire. E ti spiego perchè sottovalutare il dolore può essere un danno anche per la salute di tuo figlio.

Mio figlio a 5 mesi pesa 5,200 kg, sono davvero pochi e me ne rendo conto ma non so più da che parte girarmi, so con tutto il mio cuore che non mi arrenderò senza prima sapere quale è la causa di tutto questo. Mi tiro il latte da 3 mesi e glielo do in aggiunta, inoltre mia sorella, cha ha una bimba di 29 giorni di meno di Elia, lo viene ad allattare! Nonostante il mondo sia contro la mia voglia di allattare in modo esclusivo, mia sorella e mio marito hanno sempre creduto in me. Tramite un noto gruppo di sostegno all’allattamento su Facebook vengo a sapere di una consulente speciale, professionale, una IBCLC, dico sempre che lei è stata il nostro angelo dell’allattamento. Con amore e pazienza, competenza e professionalità ha capito che il problema di Elia è il suo frenulo linguale. Corto! Troppo corto per permettergli di avere una buona mobilità della lingua e quindi di riuscire a stimolare correttamente il seno e potersi nutrire in modo efficace. Lei con una consulenza tramite Skype è riuscita a capire nel giro di 24h ciò che in 5 mesi 8 sanitari diversi non erano stati in grado di capire!!! Sono arrabbiatissima e non mi fido più di nessuno della mia zona così, convinco mio marito ed insieme andiamo in un’altra provincia a fare la frenulotomia ad Elia. 48h ore dopo il mio bimbo inizia a lallare! Che emozione! La conferma che abbiamo fatto la cosa giusta me la sta dando lui stesso! Finalmente la strada spianata! Le ragadi spariscono poco a poco e troviamo insieme un nostro nuovo equilibrio. Dopo una strada in salita, anche io come mamma sono felice di allattare il mio bambino, mi godo con tutta serenità la gioia dell’allattamento. Ho sempre creduto che l’allattamento fosse qualcosa di naturale, semplice, qualcosa che riesce in automatico e senza troppi intoppi, di giusto per la mamma ed il proprio bimbo, e non avrei mai creduto di dover lottare così tanto per non farlo fallire! Ora Elia è un bimbo cicciottino e sano! Felicemente allattato a richiesta.

 

Beh, che dire, questa è una storia a lieto fine, ma solo grazie all’ostinazione di questa mamma, e – da non dimenticare assolutamente – al sostegno che ha sempre avuto da parte di una paio di persone chiave per lei, il marito e la sorella.

Ma quante volte invece in situazioni simili la mamma demorde o viene convinta a smettere?
Non è scandaloso che abbia dovuto soppportare un dolore inumano per mesi, solo perchè nessuno prendeva sul serio le sue ragadi? E, attenzione, questo non era solo per il “suo interesse”, ma anche per quello del suo bambino. Infatti il piccolo non cresceva bene. In tutta questa storia nessuno si era accorto che anche il piccolo stava avendo un problema, e che le due cose potevano essere collegate. Read more »

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Storia di una mamma, di ragadi, e dolore non ascoltato

Oggi ospito una mamma che molto generosamente ha accettato di condividere con te la sua storia, che purtroppo è tipica e rispecchia quella di tante altre mamme.

Perché ho scelto la sua storia? Perché è emblematica. È l’esempio tipico di quanto spesso le mamme incontrino difficoltà nel ricevere aiuto corretto, tempestivo e competente, e di come questo possa essere un danno per loro e per i loro bambini. Ma anche, di come l’insistenza e il non arrendersi faccia la differenza. Ma leggiamo cosa ci racconta questa mamma:

Mi chiamo Natacha e sono la mamma di un bimbo di quasi 21 mesi. Volevo raccontare la mia esperienza perché possa essere d’aiuto a tutte le mamme che si trovano in difficoltà con il loro allattamento e non sanno da che parte girarsi, in quei momenti nei quali il dolore la fa da padrone e il senso di colpa ci fa mancare il fiato! (nota di Martina: prossimamente tratterò del senso di colpa, questo caro amico delle mamme di cui sarebbe meglio liberarsi…)

Il mio bimbo è nato a termine, un bel maschietto di 3,680kg per 53cm. I giorni trascorrono sereni in ospedale, fino al giorno prima delle dimissioni. Noto che Elia ha gli occhi gialli, un po’ preoccupata lo porto al nido per farlo vedere, e la diagnosi è ittero. Niente di preoccupante -mi dicono-, va tenuto Read more »

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Risvegli notturni: e se provassimo a cambiare punto di vista?

Mi rivedo ancora – parecchi anni fa – aprire faticosamente un occhio, guardare l’orologio e pensare “ma nooooooo, si è svegliato di nuovo e sono ancora solo le 3,00!!!!!!!!”.

Avere un bimbo piccolo che si sveglia parecchie volte ogni notte è una delle esperienze della vita che ci mettono più alla prova.

Sarà per questo che quando eri ancora incinta già ti inseguivano con il tormentone “speriamo che ti dorma?”?

Dopo tanti anni, due figli, e decine di migliaia di risvegli, ho apprezzato il training intensivo che i due pargoli mi hanno fatto fare. Infatti prima di avere loro, io ero quella di poca compagnia nelle occasioni notturne. Nelle serate con gli amici, alle 22 iniziavo a connettere poco, sbadigliavo e in cuor mio pensavo al letto che mi aspettava. Io e mio marito non siamo mai stati tipi da discoteca fino alle 2 del mattino, e alle 6 ci svegliavamo senza sveglia.

Ma dopo anni di sonni interrotti, la carenza di sonno a un certo punto si è fatta sentire e la sveglia è diventata necessaria la mattina per andare a lavoro, ma nel contempo ho scoperto anche quali erano le mie potenzialità.

Ho scoperto che, nonostante il pensiero “un’altra settimana così e mi portano alla neuro”, in realtà i mesi passavano e con qualche trucco ancora ero in piedi e in grado di portare la macchina senza pericolo per me e per gli altri. Read more »

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Ma deve proprio poppare pure di notte??

Lo so, a nessuno fa piacere svegliarsi di notte, ma siccome praticamente quasi tutti i bambini lo fanno, cercherò di spiegarti i motivi per cui questo accade, dato che spesso il neogenitore pensa che è colpa sua, perchè sta sbagliando qualcosa.

I bambini si svegliano la notte, e anche più volte, ed è l’aspettativa che dorma di filato che è irrealistica.

Lo so, in questo momento ti stai dicendo che non era questo che volevi sentirti dire, e che avresti bisogno tanto di farti un bel sonno ininterrotto, ma il discorso è complesso e vorrei partire dalla fisiologia e le sue buone ragioni di essere.

Come un po’ in tutte le cose perfezionate da Madre Natura, o meglio dall’evoluzione plurimilionaria della nostra specie, le cose stanno in un certo modo per molti motivi diversi, meravigliosamente e perfettamente interconnessi tra di loro. Spesso ne siamo totalmente inconsapevoli, e solo negli ultimi decenni la Scienza ha iniziato a capire l’importanza di certi fenomeni. Un esempio perfetto è proprio il sonno dei bambini. Read more »

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Perchè affidarti alle (nuove) regole è un rischio e non ti aiuta nell’allattamento

Ti ho parlato in questo articolo del motivo per cui oggi sono nate nuove tabelline e regole che vengono proposte alle neomamme come le “moderne e aggiornate” indicazioni per aiutarle ad allattare ma che sono lontane dal cuore, dall’essenza dell’allattamento al seno.

Ti ho parlato del motivo per cui chi come me da più di venti anni lavora in questo campo è molto insofferente a questo nuovo (vecchio semmai, vecchissimo), modo di vedere le cose. Ma voglio dirti di più. Voglio dirti perché le regolette, tabelline, schemi, anche se dicono essere nati a seguito della tale o tal’altra ricerca sulla fisiologia dell’allattamento possono crearti problemi o non aiutarti ad allattare serenamente se non sono inseriti in un contesto e in una comprensione dell’allattamento in generale e soprattutto del TUO allattamento, unico e specifico quale è.

 

Perché affidarti alle (nuove) regole senza avere la comprensione della tua storia di allattamento a 360° è un rischio e non ti aiuta nell’allattamento: Read more »

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Cambiare le informazioni ma non cambiare la testa: la trappola delle (nuove) regole sull’allattamento

“Il bambino allattato deve poppare minimo tot minuti?

“Mi hanno detto che se dorme più di tot ore lo devo svegliare, è vero?”

Sempre più spesso sento domande di questo genere…

Quando io sono diventata mamma, venivano proposte a tutte le neomamme, o forse più correttamente dovrei dire imposte, una serie di regole e regolette  che non avevano niente a che fare con il normale funzionamento dell’allattamento.

Nessuno si chiedeva come mai tante donne fallivano nell’allattamento, o la spiegazione era “c’è chi ha latte e chi non lo ha”, o “a quattro mesi diventa acqua”, o sciocchezze simili.

Lo studio della fisiologia della lattazione era campo riservato a pochissimi pionieri, per lo più ignorati, se non derisi, dalla maggioranza della comunità sanitaria. Read more »

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Perché vengono le carie anche ai bambini?

La carie è una degenerazione del dente causata da una serie di fattori concomitanti. Non si tratta quindi di un fenomeno semplice da prevedere perché multifattoriale.

Wikipedia dice che: “a causarla sono i comuni microrganismi presenti nel cavo orale, principalmente quelli adesi al dente nella forma di placca batterica, che se non mantenuti sotto controllo attraverso le comuni pratiche di igiene orale, o nel caso di abbassamento delle difese immunitarie, riescono a dissolvere la matrice minerale e organica che costituisce il dente, creando lesioni cavitate.” Read more »

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Paura e resa: arrendersi senza paura all’intensità delle prime settimane di allattamento

© di Nancy Mohrbacher, IBCLC, FILCA *

 

Molte culture considerano i primi 40 giorni dopo il parto, un momento molto particolare nella vita di una donna. In molti paesi latinoamericani viene definito “la cuarantena(NDR: anche in Italia c’era la quarantena), e negli Stati Uniti veniva chiamato “lying-in period” (NDR:  si può tradurre come “periodo da distesa”, perché la mamma passa tanto tempo sdraiata col bambino): è quando mamma e neonato vengono lasciati insieme, protetti nella loro intimità, mentre gli altri membri della famiglia si occupano dei lavori domestici e si prendono cura dei figli più grandi.

Oggi questo concetto e approccio, che tempo fa rappresentava la chiave dell’avvio dell’allattamento, in qualche modo, è andata perso. Invece di passare le prime settimane riprendendosi dal parto e preoccupandosi solo di tenere attaccato al seno il proprio bambino, le madri d’oggi sentono la pressione sociale di “tornare alla normalità” il prima possibile. Read more »

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Il mio bambino ha il sonno “disturbato”, come mai?

Dormire con un neonato accanto è difficile all’inizio. E si muove, e fa un sacco di versetti e rumorini, e cambia ritmo respiratorio (oh mamma -subito ci si preoccupa – che ha ora che non va?!?), e apre gli occhi, e poi li richiude, e ti cerca, e sospira… per molti neogenitori durante le prime notti è impossibile riuscire a dormire con tutto ‘sto traffico! E poi ogni tot ore, ecco che si sveglia e chiede la mamma e il seno.

In agguato così ecco le solite preoccupazioni: cosa avrà che non va? Sarà mica perché il mio latte non va bene o è troppo poco?
Poi diciamoci la verità, non c’è amico o parente che venga a trovarvi e non ti dica: “ti dorme? Ti mangia?”. Se ti azzardi a accennare al fatto che il pupo di notte si agita un po’ e poppa spesso, ti guardano con riprovazione o aggiungono domande sulla bontà del tuo latte… L’ansia è servita su un piatto d’argento!
Se allatti, poi, naturalmente i dubbi si spostano sulla qualità o quantità del tuo latte! “Se mangia bene dovrebbe dormire bene e senza svegliarsi almeno fino alle 5.00, come facevate voi da piccoli!”, sentenzia la nonna.“Se è tanto agitato è evidente che gli serve un bel biberon, no? Così poi tu ti fai una bella dormita!”, ti dice l’ennesimo consigliere… Read more »

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11 vantaggi se fai attività fisica allattando

Circola sempre ostina-tamente l’idea che allattare sia un’attività estenuante o che richieda di “essere maneggiata con cura”. La lista di quello che non potresti fare secondo questa corrente di pensiero è lunghissima e non finisce mai di sorprendermi: non ti arrabbiare, non ti affaticare, non portare pesi (ah sì?E chi me lo porta il pupo tutti i giorni, tu?), non fare sforzi, non saltare i pasti (ma dall’altra parte l’elenco dei cibi vietati ti fa chiedere cosa mai ti resti da mangiare)…

Una delle cose che spesso viene detta alle neomamme è che non possono fare attività fisica finché allattano (cosa ridicola da dire a una mamma di due o tre figli che saltano e corrono tutto il santo giorno… ). Read more »

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