Perchè si pensa che le poppate frequenti siano sbagliate?

Ecco, il pupo fa di nuovo “l’uccellino” e tu ti ritrovi a guardare l’orologio e pensare: “Ma come, di nuovo?”

Oppure, se tu non ci avevi fatto alcun caso, è qualcuno vicino a te che ti insinua il dubbio: “Ma non hai allattato già poco tempo fa? Non mangia troppo spesso ‘sto bambino?”

 

Cosa c’è di vero? Se il tuo bambino poppa davvero “troppo di frequente”, c’è qualcosa di sbagliato?

Per iniziare vorrei riflettere sul concetto di “frequenza”.

Cosa si intende per “troppo spesso”? C’è un parametro oggettivo, scientifico, che ci dice qual è il tempo giusto che deve passare tra le poppate? E se c’è, come e quale è la ragione per cui questo periodo è stato definito?

E soprattutto, come mai i bambini non ne sono stati informati?

Davvero i bambini devono mangiare non prima delle tre ore (questa è la corrente di pensiero più accreditata da chi sostiene questa teoria), altrimenti chissà cosa succede?

E ancora, questo lasso di tempo non sarà invece solo una teoria e non ha niente a che fare con la realtà?

Eh sì, perché vedi, parlando tra mamme, è molto più facile trovarsi davanti un coro di persone che dicono che il bambino non arriva mai a tot ore, che non si spiegano perché non rispetti i diktat, e pupi che vogliono poppare in continuazione, piuttosto che quelle che dicono che sì, in fondo, approssimativamente il bambino in effetti fa quelle pause.

Ora, se ci fosse davvero una pausa più o meno standard tra le poppate, non dovrebbe essere un evento raro, eccezionale, quello del bambino che ha dei ritmi diversi?

Ma a leggere il numero esagerato di articoli e paragrafi di libri in cui si spiega alle mamme come fare per “abituare” il bambino a poppare meno spesso (c’è stato chi ci ha fatto una fortuna inventando metodi con acronimi allettanti), così come le migliaia di post sui social di mamme che si lamentano che i loro pupi non si conformano alle tabelle, appare evidente che semmai è il bambino che fa le tre ore ad essere l’eccezione.

Inoltre, se fosse davvero una necessità di salute e benessere per il pupo fare poppate non prima di un certo lasso di tempo, non sarebbe ragionevole pensare che Madre Natura gli avrebbe dato anche un “regolatore” di questo lasso di tempo?

In realtà, in genere le persone pensano che il parametro sia quello delle tre ore, perché la Scienza avrebbe verificato in qualche modo questa caratteristica umana, o magari l’osservazione clinica dei bambini avrebbe evidenziato che in effetti mangiare prima di tre ore provoca al 90% dei lattanti dei problemi di un qualche genere, senza sapere in realtà che sono le tre ore scritte sulla scatola della formula. E che non c’è nessuna evidenza scientifica al riguardo. Anzi, le ricerche che sono state fatte più recentemente in tal senso hanno dimostrato che la modalità normale, fisiologica e caratteristica della nostra specie, è quella delle poppate relativamente brevi e ravvicinate.

Quindi senza saperlo in genere cerchiamo di applicare ai bambini allattati un regime che in realtà dovrebbe (o sarebbe più corretto dire doveva, perchè l’obbligo di attendere tre ore ormai non è più necessario neanche con la formula) riguardare quelli non allattati.

Questo “errore” viene dall’ignoranza sulla fisiologia dell’allattamento e della crescita del lattante, ignoranza in cui siamo stati fino a pochi decenni fa. Anzi, quando è stato inventato il primo latte formulato, che era poco più che latte disidratato, il mondo medico e scientifico sapeva praticamente zero di allattamento. La formula dell’epoca era molto inadeguata e creava grossi problemi anche di digestione ai neonati, così richiedeva delle pause tra un biberon e l’altro molto ampie. L’allattamento iniziò a crollare (per questo e per molti altri motivi), e sempre per non conoscenza della fisiologia, il mondo accademico si mise in testa che “fosse bene” che “tutti” i bambini, senza discriminare se allattati o meno, facessero pause per digerire, e sciocchezze simili.

Solo negli ultimi decenni la Scienza ha iniziato a studiare seriamente questi aspetti e anche grazie alla spinta venuta dal “basso”, cioè dalle mamme che volevano tornare ad allattare, si è iniziato a osservare senza pregiudizi i bambini allattati.  Ora capisci quindi perché una intera generazione di mamme (quella della tua mamma e dintorni) non è riuscita ad allattare: perché è dal Dopoguerra che in Italia sono state introdotte le “regole” su quanto il pupo avrebbe dovuto poppare, quando avrebbe dovuto poppare e via dicendo. L’applicazione di quelle regole, che non hanno niente a che vedere con le necessità reali quotidiane del bambino, ha portato migliaia di mamme al fallimento dell’allattamento.

Di per sè quindi, il fatto che il tuo bambino poppa spesso non è il sintomo di qualcosa che non va, nè gli creerà alcun danno alla salute. Se il tuo bambino ha una crescita che non ti convince, la causa non è nella frequenza delle “troppe” poppate, ma in qualcos’altro che va valutato attentamente in una consulenza. Se hai dubbi su come stai gestendo le poppate, e il ritmo è troppo faticoso per te, un colloquio con la IBCLC, può aiutarti a esaminare la faccenda e la Consulente può darti molti suggerimenti e qualche “trucco di sopravvivenza” utile. Ho allattato pure io due figli che facevano molte poppate giorno e notte, e ne ho anche esperienza pratica!

Nel prossimo articolo, ti parlerò dei presunti danni che provocherebbero le poppate troppo frequenti.

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Photo credits: https://fullbellysisters.blogspot.it/


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