Mio figlio ha le coliche?

Molti neogenitori hanno tanti motivi di ansia, reali o indotti da quelle simpatiche persone che non vedono l’ora di incontrare una donna con un bimbo piccolo o la pancia per iniziare a elencare tutte le possibili disgrazie che le renderanno la vita un sicuro inferno.
Una delle disgrazie in cima alla classifica è sicuramente quella delle coliche.
Intendiamoci, non pensare assolutamente che io sottovaluti le coliche!!
Ho avuto un figlio con le coliche :( .
A peggiorare il quadro, era anche il primo figlio..
Per tre lunghi mesi abbiamo passato le serate tentando in tutti i modi di calmare un piccolo che singhiozzava disperatamente… per lo più invano.
Le coliche (quelle vere, e poi vedremo come riconoscerle) sono un’esperienza che può andare dal frustrante al devastante, passando per il drammatico e l’estenuante, con tutta la gamma di sfumature intermedie.
Il neogenitore spesso si sente inutile, incapace, e aspetta la sera con l’ansia alle stelle… so di che parlo!
Eppure, sei sicura di sapere cosa sono realmente le coliche? Quanto segue potrebbe sorprenderti.

Spesso definiamo ogni pianto inspiegabile “coliche”. il problema è che il bimbo non parla e non può spiegarci cosa ha.

Molto spesso vedo bambini etichettati “con le coliche” e genitori in ansia che somministrano medicinali o rimedi di vario genere con scarsi risultati, e che per me non hanno affatto le coliche. Per esempio, in un bambino di pochi giorni che piange molto, prima di parlare di coliche (difficile infatti che vengano la prima settimana) preferisco vederlo insieme alla sua mamma perché è molto più probabile che abbia fame!

Buona parte delle volte basta fare una semplice prova. Se il bambino cessa regolarmente di piangere non appena viene preso in braccio, o messo al seno, certamente non erano coliche!

In realtà spesso nelle prime settimane ci sono difficoltà iniziali di avvio dell’allattamento che non sono state risolte, e che se fossero affrontate farebbero tornare la vita del bimbo – e di tutta la famiglia – molto più serena. La stessa cosa vale qualche settimana più tardi, quando ci possono essere problemi nella gestione dell’allattamento che possono essere scambiati per coliche. In questi casi e comunque in queste fasi della vita del bambino, vale sempre la pena di analizzare con cura la situazione insieme, in una consulenza, per escludere altre cause.

Inoltre altrettanto spesso ai neogenitori si dice che il bimbo in braccio si vizierà e che deve abituarsi a stare nella culla o addormentarsi da solo: il pianto è quindi la richiesta del bimbo di stare con la sua mamma, richiesta sacrosanta!

Attenzione quindi a non usare la diagnosi di “coliche” o, peggio, “colichette”, come una comoda etichetta buona per tutte le situazioni in cui non riusciamo a capire perché il bambino piange.

Ne vuoi sapere di più?  Clicca sui seguenti articoli:

- Che c’entra l’aria nella pancia?

Cosa saranno mai allora queste famigerate coliche

Cosa possiamo fare

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